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L'aeroporto

Aeroporto di Guidonia

Uno dei punti focali del comune di Guidonia Montecelio è l’aeroporto militare Alfredo Barbieri, che ha moltissime implicazioni sociali, demografiche ed economiche sulla città. La storia stessa del comune di Guidonia è fortemente legata alle sorti dell’aeroporto, che venne costruito durante il ventennio fascista e inaugurato il 27 aprile del 1935, anniversario della morte del Generale del Genio Aeronautico Alessandro Guidoni, di cui la città di Guidonia porta il nome. Entrambi nacquero e si svilupparono fortemente durante il Fascismo, di cui presentano le caratteristiche strutturali tipiche.


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L'aeroporto attuale sorge sulle spoglie del più antico “Campo di Aviazione di Montecelio” dove, nel 1916, venne Istituita la Scuola di volo in previsione dell'intervento italiano nella 1° Guerra Mondiale. Durante la prima guerra mondiale, infatti, emerse con chiarezza che i recenti sviluppi della tecnica aeronautica conferivano all'Aviazione significative potenzialità belliche e di conseguenza, le nazioni contendenti cercarono di accrescere le proprie capacità in questo nuovo tipo di guerra. A tal fine, nel 1916 venne decisa la costruzione, in località Le Prata, di un campo di addestramento per piloti militari. Questo campo fu intitolato al tenente colonnello Pilota Alfredo Barbieri, morto in combattimento il 18 febbraio dello stesso anno. Costruito una dozzina d'anni dopo il pionieristico volo dei fratelli Wright, a sette anni dal primo brevetto ottenuto dal pilota Mario Calderara, l'aeroporto di Montecelio nasce per l'addestramento di nuove squadriglie di aviatori. Inizialmente erano usati due campi di volo: uno, il cui asse di simmetria era rappresentato, grosso modo, dall'attuale via Maremmana Inferiore; l'altro, si estendeva quasi fino alla zona che oggi occupa la città di Guidonia. La scuola di volo fu particolarmente vitale ma ebbe un forte arresto al termine della grande guerra. Nel 1923 l'Aeroporto di Montecelio iniziò una vera e propria rinascita con l'attività di sperimentazione e vi fu dislocata la Direzione Sperimentale dell'Aviazione. Tra il 1925 ed il 1928 l'aeroporto assunse l’aspetto attuale con l'innovativa pista di lancio in discesa, ancora oggi visibile, da cui decollavano gli aerei carichi di carburante e le altre strutture ancora visibili. L'attività di sperimentazione abbracciava tutti i campi dell'Aviazione, dalla medicina ai record di velocità ed altezza passando per strumenti e motori. La rinascita dell'Aeroporto seguì di pari passo quella dell'Aviazione Italiana, ad iniziare dal Regio Decreto del 28.3.1923 nº654 che trasformò l'Arma Aeronautica in Regia Aeronautica. La nuova invenzione, con il suo rivoluzionario impatto con la realtà e le sue strabilianti potenzialità, avevano subito fatto presa nell'immaginario popolare e di chi ne aveva intuito il valore propagandistico. Il Fascismo mostrò il suo interesse già dal 1919, quando Giuseppe Bottai indisse, nella sede di via degli Avignonesi, un'adunata aviatoria da cui prese vita il primo Sindacato Aviatori e il Gruppo Romano Aviatori Fascisti "Natale Palli". Nel 1921, appena eletto deputato, Mussolini fondò a Montecitorio il Gruppo Parlamentare Aeronautico e da primo ministro costituì il Ministero dell'Aeronautica assumendone anche la delega. La Regia Aeronautica, subito dopo la Royal Air Force, fu la seconda al mondo a strutturarsi in forza armata autonoma e la sua grande stagione coincise proprio con il regime fascista che ne esaltò le possibilità propagandistiche: la ripetuta ricerca di record, i raid transoceanici, segno di una superiorità della tecnologia italiana, ebbero una notevole ricaduta d'immagine.

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L'aeroporto Barbieri diventò il luogo di incontro di piloti, tecnici ed ingegneri che poterono così scambiarsi una notevole serie di informazioni ed esperienze che contribuirono allo sviluppo degli studi aeronautici e resero famoso nel mondo il nome di Montecelio. Nel 1923 Alessandro Guidoni venne incaricato di costituire il Corpo Tecnico dell'Aeronautica. Egli riunì tutti i laboratori sperimentali sotto la direzione del Genio Aeronautico ed iniziò il trasferimento dei laboratori a Montecelio. In questo fervente clima di scienza, il 27 aprile del 1928 nel collaudo di un paracadute il Generale Alessandro Guidoni, esperto pilota di idrovolanti, perse  la vita e la cittadina sorta intorno all'Aeroporto prese il suo nome. Alla morte del Guidoni, nel 1928, subentrò un altro tecnico: Gaetano Arturo Crocco. Sotto la sua direzione si continuò l'opera di ampliamento delle strutture di accorpamento dei laboratori. Si costruirono anche edifici ad uso civile (alloggi, scuola ed ufficio postale), precursori della nascita della futura città aeronautica di Guidonia. Nello stesso periodo si disponeva di riorganizzare le costruzioni aeronautiche creando la Direzione superiore studi ed esperienze (DSSE). La costruzione degli edifici del DSSE fu iniziata, su progetto di Jammarino e Traverso, nel 1932 e portata a termine nel 1935. I laboratori, frequentati anche da personale civile, prenderanno il nome di Guidonia, come la città che si fonderà qualche anno più tardi. All'interno dell'Aeroporto sono ancora visibili i resti di quello straordinario periodo di ingegno e sviluppo: la galleria idrodinamica, tra le più grandi e moderne lunga 500m ampliabile fino a 1500, con le rotaie livellate in modo da seguire la curvatura terrestre; impianto aerodinamico, 6 gallerie del vento 5 orizzontali e una verticale per lo studio della vite; galleria ultrasonica, la più avanzata, per potenza e dimensioni, e la migliore del mondo in quel periodo. Vi si poteva raggiungere la velocità di 2500 Km/h, elementi che possono far affermare che le basi per il volo supersonico vennero gettate proprio a Guidonia. Fino al 1937 l'attività di sperimentazione proseguì con immutato slancio ed eccezionali risultati. Gli eventi bellici avvenuti dopo il 1943, in particolar modo con il bombardamento del 13 gennaio 1944 sulla DSSE, non risparmiarono parte delle strutture dell'Aeroporto che vennero distrutte e mai più ricostruite, andando così nel dopoguerra ad essere ridimensionato nelle funzioni, perdendo un enorme patrimonio scientifico e di risorse umane. Con la fine della guerra l’aeroporto quindi cominciò piano a piano a perdere il suo ruolo strategico, ma rimase di vitale importanza per il Comune. Attualmente l'aeroporto Barbieri, che dipende dal Comando Scuole dell'Aeronautica Militare/3ª Regione Aerea di Bari, è sede di vari enti dell'Aeronautica Militare : La Scuola di Aerocooperazione; il Gruppo Volo a Vela; la 14ª Divisione del 5º Reparto della Direzione Generale del Personale Militare di Tivoli Terme; il Nucleo Manutenzione Velivoli Storici (distaccamento della Sezione Manutenzione e Restauro del Museo Storico dell'Aeronautica Militare - sede sull'idroscalo "L. Burlot" di Vigna di Valle); il Centro di Selezione Aeronautica Militare.

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