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Teatri

Teatro Imperiale (Guidonia)

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Guidonia è stato riaperto un Teatro. E se cultura è civiltà, la festa dell’inaugurazione ha scandito un giorno civile. Un evento “ecologico” e sostenibile in linea con i tempi. La “ristrutturazione” in luogo di nuove costruzioni. Una logica che dovrebbe essere la spinta futura per la ripresa dello sviluppo. Investire in decoro è la sfida del futuro. Decoro civile che la cultura porta con se. Ha detto il sindaco, Eligio Rubeis: “Restituiamo alla città uno spazio molto importante”.
La struttura di piazza Matteotti era rimasta chiusa dal ’99, quando venne dichiarata inagibile: fino a quel momento aveva funzionato come cinematografo. Il restauro, durato quattro anni e mezzo e costato due milioni di euro, ha visto il ripristino della sala così come era stata pensata dall’architetto Giorgio Calza Bini, il professionista che agli inizi degli anni ’30 progettò la città di Fondazione di Guidonia. Un fulgido esempio di architettura razionalista che tutt’oggi è oggetto di studio e di riflessioni. Ma torniamo al teatro.
La crisi si combatte anche e soprattutto con iniziative culturali che danno la speranza di un futuro migliore. Il Teatro da sempre è magia. E’ qualcosa che non si può spiegare ma che deve viversi. Sentirsi “dentro” la scena. Partecipare. Ascoltare il “palcoscenico” e vederne le immagini ogni volta diverse. Il Teatro non è mai uguale. E’ un fluire costante di emozioni sempre nuove.

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Teatro Comunale Dario Vittori (Montecelio)

montecelio teatro

targa teatro vittori

Il teatro è nato dal restauro di un ex mattatoio comunale, con finanziamenti regionali, al quale sono state aggiunti alcuni locali necessari per i servizi, l’intera area del palcoscenico e un’area adiacente sulla quale è stato ricavato un teatro all’aperto. Il complesso teatrale quindi consta di due distinti spazi, uno al chiuso ed uno all’aperto.

 

Dario Vittori

dario-vittoriMelito Spartaco Margozzi nasce a Montecelio il 14 settembre 1921 da Attico Margozzi e Fida Lori. Nel 1922 i suoi genitori emigrano in Argentina dove Melito cresce tra i connazionali italiani, ma è educato nelle scuole argentine. All’età di 18 anni, mentre studia giurisprudenza, partecipa con comici italiani alle rappresentazioni di commedie fatte per la collettività italiana ogni sabato. Usa lo pseudonimo di Dario Vittori perché il padre è contrario alla sua attività d’attore sognando per lui una carriera d’avvocato. Nonostante ciò Dario continua a lavorare nel teatro come attore di commedie, ma anche d’operetta con cantanti come Alba Regina e Franca Boni. Ha anche l’onore di lavorare in Argentina con la grand’attrice italiana Emma Grammatica. Tutto quello che riesce a dare sulla scena è frutto del suo naturale istinto d’attore. Dopo aver lasciato gli studi universitari di legge, lavora di giorno come venditore per una nota fabbrica di motori e di sera in teatro. Arriva anche in televisione con alcune piccole parti quando finalmente, nel 1963, riesce a realizzare un suo sogno: portare il teatro in TV. Lo fa col programma “Teatro como en el teatro” che per molti anni va in onda la domenica sera. Ogni settimana presenta una commedia diversa. In trentacinque anni di teatro lavora in circa 1500 commedie e 800 drammi tra i quali molti anche di autori italiani come Pirandello, Eduardo, Ugo Betti, Aldo De Benedetti, Dario Niccodemi e tanti altri, tutti tradotti da lui stesso e tutti con grande successo di critica e di pubblico. Nel frattempo lavora anche nel cinema partecipando a venti film. Nonostante tutti i suoi numerosi impegni, non dimentica mai il suo luogo natale nel quale riesce a ritornare solo raramente ma che cita e ricorda molto spesso anche in interviste per i giornali e la TV ed al quale è molto legato al punto di conoscerne perfettamente il dialetto. Muore a Buenos Aires il 19 Gennaio 2001.
 

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